Dal borgo di Castelnuovo ai ponti sul Pavone

Una passeggiata di sapore medievale

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7 km, 02:31:07

Coordinate punto di partenza: 43°12'26.21"N  10°54'21.93"E   google maps cane-guinzaglio no inverno
- Percorso il : 20/07/2021 - Tempo impiegato: 4:08:00 h - Tempo in movimento: 2:31:00 h
- Distanza percorsa: 7 km - Dislivello tot. In salita: 430 m - Pendenza: med. 9,5% max 36,8%
Verificato il: .................
- Note: Niente da segnalare.
- Difficoltà : E
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 Una gradevole passeggiata, priva di difficoltà, da fare in ogni periodo dell'anno, che ci porta dalle viuzze del caratteristico borgo antico di Castelnuovo, fino in prossimità del 'Ponte del Defizio', un antico ponte risalente al XIII° secolo, che attraversa il corso del Pavone, da sempre ritenuto un simbolo di questa zona.

 

castelnuovo borgo 001Iniziamo il nostro viaggio dalla scalinata della chiesa del S.S.Salvatore per attraversare successivamente il loggiato della 'Cripta' popolarmente chiamato la 'Voltola', probabile antico luogo di sepoltura, realizzata in mattoni che rivestono le bellissime volte a vela, sostenute da piloni laterali in pietra arenaria.

 

Chiesa del S.S.Salvatore: di probabile costruzione tra l'XI° e il XII° secolo, anche se i numerosi rifacimenti hanno modificato alcune caratteristiche. Rimane ancora l'arco in stile romanico, sovrastante il portale di accesso a testimoniare le sue antiche origini. Al suo interno sono custodite numerose opere di elevato valore artistico tra cui un organo seicentesco e delle formelle in ceramica di Francesco Frassini del 1776, raffiguranti la Via Crucis. Altra importante opera di scuola pisana, il grande crocefisso sull'altare maggiore, realizzato nel XIV° sec., con legno di pero selvatico.

 

castelnuovo borgo 001Proseguiamo da qui alla ricerca degli angoli più caratteristici, tra brevi vicoli e vecchie scalette di pietra, incuriositi dagli antichi edifici, che in gran parte appaiono ben curati e abbelliti da giardinetti e piante fiorite. Immancabile il panorama mozzafiato della Valle del Pavone e sui rilievi della Cornata e della Carlina, che ogni tanto si affacciano tra le vecchie mura degli edifici, con tutta la loro maestosità.

castelnuovo borgo 001Cercheremo di seguire l'andamento ondeggiante delle piccole vie del borgo che lo percorrono lungo tutto il suo profilo, ben attenti a non lasciarci sfuggire i punti più caratteristici, come la piccola Piazza Padella, affacciata sulla Cornata, così chiamata per la sua forma rotondeggiante.

Scendiamo ancora nel nostro zig zag tra le stradine, fino alla chiesetta della Purificazione, detta anche Chiesetta del Borgo e naturalmente fino all'immancabile 'Chiassino' uno strettissimo vicolo di appena 45 cm, ritenuto il più piccolo d'Italia, scorciatoia per raggiungere la parte alta del paese.

 

castelnuovo borgo 001Chiesina della Purificazione. Sembra che non esistano notizie, relative a questo piccolo edificio religioso, antecedenti al XIII° secolo e si ipotizza che la sua originaria struttura fosse di dimensioni molto più ridotte. In seguito ai numerosi rifacimenti e ampliamenti, dal XV° al XVIII° secolo, venne dotata anche di un piccolo campanile a vela. Al suo interno si conservano le statue in gesso dedicate a S. Rocco e a S. Sebastiano, (protettori delle pestilenze), in sostituzione di due pregevoli statue lignee policrome, raffiguranti la Vergine e l'Angelo dell'Annunciazione, cedute al Museo del Bargello di Firenze all'inizio del XX°secolo.

 

Continuando la nostra piccola esplorazione, notiamo che sulle facciate di gran parte edifici, è presente una piccola nicchia scavata che ospitava un'immagine sacra, e la base di alcuni di essi è inglobata direttamente nella roccia. Proseguiamo nella parte più bassa fino all'apertura della Porta Fiorentina, rivolta a nord verso le due torri refrigeranti della centrale di Castelnuovo. Di nuovo un altro livello di vicoletti e ci indirizziamo dalla parte opposta, proseguendo in direzione Sud-Est fino ai resti della 'Porta Romana', da dove inizia un comodo percorso ombroso che si inoltra tra i castagneti, indicato anche dalla nuova segnaletica 'RET' con la sigla C9.

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Sulla nostra dx noteremo subito, che prosegue accanto a noi, un vecchio muro a secco, fatto con grandi blocchi di pietra, a delimitare la strada che anticamente collegava Castelnuovo alla Valle del Pavone, per proseguire verso la Maremma, in direzione di Roma.

Fin da subito la vegetazione che ci circonda è quella tipica dei boschi freschi quasi montani e tra le numerose specie di felci, che spiccano sovrane su tutto, si incontrano, nelle stagioni più calde, piacevoli fioriture tra cui Campanule, Bardana, Giglio di S. Giovanni, Dulcamara, Lattuga montana e numerosissime altre.

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castelnuovo borgo 001Durante il nostro rilassante percorso, in questa fase costantemente in discesa, supereremo alcuni edifici adibiti a casa-vacanze e piccole strutture di pietra, una volta utilizzate come seccatoi per le castagne, fiorente attività di questi luoghi, che soprattutto in passato ha rappresentato per Castelnuovo un ruolo essenziale nella sua economia.

Quando la discesa comincia un poco a spianare, arriveremo su una curva delimitata da una curiosa formazione di roccia calcarea rossastra, che nasconde uno slargo dove si affaccia un'imponente costruzione.

castelnuovo borgo 001Si tratta dell'antico mulino chiamato 'Il Mulinaccio', che prende il nome dall'omonimo torrente che alimentava le sue macine e che ancora oggi attraversa zampillante la struttura.

Da questo punto, ancora un tratto in discesa, dove i panorami si fanno più aperti e ci permettono di scorgere voltandoci verso nord, le due torri refrigeranti della centrale di Castelnuovo, mentre in lontananza davanti a noi, fa capolino la sagoma della onnipresente Rocca Sillana.

Proseguiamo tra i bei panorami che pian piano scoprono il borgo arroccato con la sua tipica forma di grande grappolo d'uva, per giungere a breve nel piano della Vallata del Pavone.

Sul lato sx, seguiremo per un tratto un vecchio canale artificiale di pietre, che ci accompagnerà fino all'incrocio con la piccola strada asfaltata che prosegue in direzione della Provinciale 17 delle Valli del Pavone e del Cecina.

Noi ci limiteremo ad attraversarla per dirigersi dall'altro lato su una sterrata in direzione di Perete e Peretine.

Avremo percorso fino a questo punto poco meno di 3 km e mezzo e procederemo ancora tra l'ombra del bosco per altri 400 metri, fino al guado del Pavone.

castelnuovo borgo 001Arrivati in prossimità del torrente scorgeremo alla nostra destra i resti di un ponte, detto Ponte Alto, che nonostante sia quasi inghiottito dalla vegetazione, sovrasta ancora imponente il corso del Pavone.

Attraversiamo il guado del torrente e proseguiamo per poco più di un centinaio di metri fino a raggiungere un altro piccolo guado di tubi che supera il Riscone, un ruscello ricchissimo d'acqua, affluente del Pavone.

castelnuovo borgo 001A questo punto sulla nostra sx, quasi accanto alla riva del piccolo corso d'acqua, si scorgerà appena la traccia di una vecchia strada che seguiremo, facendoci largo tra i cespugli, fino a intravedere le basi del primo arco del Ponte del Defizio. Procedendo ancora individueremo la sagoma del grande arco e del suo robusto pilone centrale e quindi di un altro arco che attraversa il letto del Pavone. Purtroppo, nonostante la segnaletica ufficiale, che riporta anche alcune notizie del ponte, tutta la zona è di difficile accesso a causa della vegetazione e pure le sue arcate appaiono sovrastate dai rovi e dall'edera che inesorabilmente cerca di nascondere tutto.

Il Ponte Alto e il Ponte del Defizio, ormai privi di qualsiasi tipo di manutenzione, hanno conservato fino a noi tutto il loro fascino e il loro mistero. Da alcune tipiche caratteristiche della struttura, si ipotizza che la loro costruzione possa risalire intorno al secolo XIII°.

Il Ponte Alto, con unica grande campata, sorretta da massicci pilastri, aveva lo scopo di fornire acqua ai mulini della valle, ma le ridotte dimensioni della sua carreggiata, non consentivano il passaggio di mezzi.

Il Ponte del Defizio, che veniva chiamato 'Ponte Basso', era costituito da due lunghe arcate dalla caratteristica forma a schiena d'asino, centralmente sorrette da un robusto pilone. Anche la sua stretta carreggiata consentiva il passaggio solo di persone o di bestie da soma, ma non era abbastanza grande per l'accesso ai carri. Lo scopo della sua realizzazione era quello di trasportare l'acqua del torrente Riscone, al vicino Mulino del Defizio, utilizzando una canalizzazione in legno appesa alle sue arcate.

Sembra che con la parola 'defizio' dal latino 'aedificium' si facesse riferimento a un antico edificio adibito alla lavorazione dell'allume e del vetriolo, in seguito trasformato in mulino.

castelnuovo borgo 001Ritorniamo indietro dalla breve visita dei ponti, per riprendere la stessa stradina dell'andata, che ci farà attraversare di nuovo il Riscone, quindi il guado del Ponte Alto per proseguire verso l'incrocio asfaltato.

castelnuovo borgo 001A questo punto, attraversata la strada, ci porteremo nella via pianeggiante che troviamo sulla dx, davanti a noi, che ci farà risalire di nuovo verso il paese. (Approf: Castelnuovo)

Appena imboccata, ci apparirà in alto, proprio di fronte, la suggestiva veduta del borgo medievale di Castelnuovo, immersa nella sua collina verdeggiante, mentre sul lato sx costeggeremo un fossato dove notiamo numerosissime piante di cicuta e di luppolo.

Con una stradina bianca pianeggiante, arriveremo piacevolmente nei pressi dell'agglomerato rurale di 'Madonna al Piano', dove all'interno di un casale, si trova una piccola cappella legata a una antica leggenda.

Il piccolo oratorio, inglobato in un edificio rurale, conserva una tela raffigurante 'La Madonna col Bambino', a cui si lega a un'antica leggenda. Si narra che nei piani del Pavone, venne ritrovata, una volta, una tela raffigurante l'immagine di una Madonna, che prontamente fu collocata nella chiesa principale del paese. Il giorno successivo però, il dipinto sarebbe scomparso, per ricomparire nel piano dove era stato trovato. In seguito a questo evento, nel punto del ritrovamento venne edificato un piccolo oratorio perché potesse custodire la tela miracolosa. Per onorare questo evento, fin da tempi lontani, ogni 3 anni, nell'ultima domenica di agosto, la preziosa tela veniva portata in processione, per sfilare lungo le vie del paese in festa.

castelnuovo borgo 001castelnuovo borgo 001Poco più avanti, prima di cominciare di nuovo a salire noteremo dei capannoni che ospitano un allevamento chiamato 'Gallina felice', quindi continueremo il percorso ombreggiato dai castagneti, che in certi passaggi si farà più stretto, causa la vegetazione rigogliosa, ma che ci permetterà di arrivare in maniera ugualmente agevole, fino a un incrocio, che sulla sx, ci porterà verso il borgo, passando davanti alla Chiesina di S.Rocco, mentre sulla dx raggiungeremmo di nuovo la Porta Romana.

Oratorio di S.Rocco. Non esistono notizie certe sui motivi che portarono alla costruzione di questa piccola chiesa. Si ipotizza però, che trovandosi sulla via che collegava Massa a Volterra, potesse essere luogo di preghiera per i viandanti che transitavano numerosi su quella antica strada. In altre ricerche sembrerebbe costruita nel 1631 a seguito di un'epidemia di peste. Nella sua storia la troviamo inglobata nel feudo del marchese Albizi, mentre ai primi del 1900 era utilizzata come cappella mortuaria. Al suo interno vi è conservato un dipinto di Cosimo Daddi (1597), raffigurante la 'Presentazione di Gesù al Tempio', una preziosa tela che in origine si trovava nella Chiesetta del Borgo.

Sceglieremo di imboccare verso sx, il percorso indicato anche dalla cartellonistica ufficiale, che ci accompagnerà verso la piccola chiesa. Proseguiremo in salita tra i castagneti e i numerosi seccatoi, fino ad arrivare in prossimità di una curva, che ancora in salita, ci farà raggiungere la strada provinciale di fronte al Palazzo Comunale.

(Targioni Tozzetti 1742.....La pendice del Monte su cui è situato il Castello, è vestita di grandissimi castagni domestici, che servono di sostentamento a gran parte degli abitatori, colla Farina che ne ricavano dai frutti. Di questa ne fanno della bianca, che è la più dolce e gentile, ma non arriva a bastare un anno; e della Rossa, tostando un poco le castagne, che riesce alquanto aspretta, ma dura molti anni........)

Arrivati agli ultimi tratti del nostro viaggio, sulla nostra dx, potremo vedere la facciata dell'Oratorio di San Rocco, proprio al termine della salita che si immette della strada regionale e da qui, con poche decine di metri ancora, raggiungeremo la gradinata della Chiesa del S.S. Salvatore, da dove abbiamo iniziato questo suggestivo, interessante percorso.

Breve ma appagante passeggiata, che comodamente in mezza giornata, ci porta a scoprire uno dei borghi più caratteristici della Val di Cecina incastonato nella verde valle del Pavone, silenzioso custode di antichi mulini e ponti austeri, la cui storia sembra perdersi nel tempo.