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Le prime notizie documentate riguardo alle richieste di costruzione di un ponte che attraversasse il corso del Cecina, risalgono al 24 agosto 1786, quindi al novembre 1795 e successivamente all’anno 1832, ma solo all’inizio del 1834, il Granduca Leopoldo II°, ne deliberò la costruzione. Su progetto dell’ingegner Alessandro Manetti, i lavori vennero affidati a Francesco De Larderel, che già aveva iniziato la produzione di acido borico nei lagoni di Montecerboli e dintorni.

Il ponte aveva una lunghezza di 75 metri e si sviluppava in un’unica campata di 50 metri, supportata da 8 pilastri in muratura a cui erano ancorati due sistemi di catene fissate al piano stradale, che per una maggior stabilità venne realizzato con ampie travi di legno ricoperte di terra battuta.

 Il suo modellino è conservato al Museo della Geotermia di Larderello, insieme alla lapide originale di cui si fregiava.

Detto ‘Ponte di ferro’ a causa della sua struttura, collegò la nostra comunità fino al 1922, quando le sue caratteristiche costruttive vennero ritenute non idonee a sopportare il passaggio dei nuovi mezzi di trasporto. Durante una piena del 1847 il ponte venne danneggiato e reso inagibile ma fu ripristinato nel 1855.

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A sostituzione del vecchio ponte sospeso, il I° di agosto del 1920, vennero iniziati i lavori per la costruzione di un ponte in cemento armato, terminato dopo circa 2 anni, nel mese di maggio.

Fu una delle prime opere dell’ingegner Pier Luigi Nervi, che ne seguì tutte le fasi dei lavori, anche come direttore. Largo 94 metri, il ponte aveva 3 campate, con una luce di 25 metri e 66 per ognuna con un ampio piano stradale di 5 metri e 50. Nonostante la sua struttura in cemento armato, veniva chiamato da tutti ‘Ponte di Ferro’ a ricordo del vecchio ponte sospeso che per primo aveva collegato Pomarance.

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Durante il secondo conflitto mondiale, nel giugno 1944, il ponte subì ripetuti bombardamenti degli alleati che cercavano di distruggere i capanni della polveriera, dislocati lungo il fiume. Venne danneggiata soprattutto la campata centrale che fu completamente ricostruita tra il 1948 e il 1950.

Purtroppo negli anni ’70, un cedimento della spalla sinistra, causata anche dai movimenti del terreno argilloso, segnò ingiustamente la condanna del nostro Ponte di ferro, che fu dismesso nel 1971.

Accanto al ponte di Nervi, nel 1973 fu realizzato quasi parallelamente, il ponte attuale a unica campata e da allora il ‘Ponte di ferro’ gli rimase accanto fino al 2001, quando l’ANAS ne decise la costosa demolizione, che ammontò a circa 300 milioni di lire.

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Il ‘’Ponte di ferro’’ era amato da tutti, come punto di incontro, di gite, di festa, dove appena arrivava la bella stagione si radunavano le famiglie per una scampagnata e per passare un piacevole pomeriggio all’ombra delle sue arcate, magari per fare un tuffo nelle acque limpide del Cecina.

Le persone che vollero assistere alla sua distruzione, furono numerose, venute soprattutto da Pomarance e da Saline, non solo per curiosità, ma per poter dare l’ultimo saluto a un simbolo…….e in pochi minuti, il 18 aprile del 2001 alle 16,30, furono fatte esplodere tutte le cariche preparate per complessivi 150 kg di esplosivo. In pochi minuti si andò sbriciolando un pezzo della nostra storia! Anche se, dissolta la nuvola di polvere causata dall’esplosione, si presentò agli occhi increduli della gente, tutta la sagoma del ponte, distrutto solo nella struttura dei pilastri ma con le tre arcate quasi intatte adagiate sul letto del fiume. Solo nei successivi lavori di demolizione, con pesanti mezzi meccanici, fu scoperto che per l’armatura del cemento delle tre campate, era stata utilizzata una particolare tecnica innovativa, che rendeva ancor più unico il progetto di Nervi. 

 (Architetto, ingegnere, costruttore, Pier Luigi Nervi -1891-1979- si dedicò in particolare allo studio del cemento armato e fu il primo ad adottare la prefabbricazione nelle grandi strutture. Tra le sue infinite opere: Palazzo delle Esposizioni di Torino, Sala conferenze Unesco di Parigi, Stadio Flaminio di Roma, Aula udienze in Vaticano e tantissimi altri suoi progetti in Italia e nel mondo. Numerose anche le lauree honoris causa, delle principali università di tutto il mondo)

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(Le immagini storiche relative al ponte sul Cecina ci sono state fornite da Paolo Mazzinghi)